IL PRIMO SITO DEGLI OPERATORI SHIATSU IN SARDEGNA

 

 

Shiatsu e Res nullius*

(articolo di Mario Vatrini, da Shiatsu Do n°35 dicembre 2005)

 

 

 

I corsi erano, di solito, bimestrali, con cadenza settimanale

di due ore ciascuno, per un totale di ben sedici ore......

com'era possibile che persone con una preparazione

di shiatsu minima, senza nessun prerequisito nozionistico,

usando mani inesperte, ottenessero risultati pari,

se non migliori, a quelli dei professionisti della medicina?

 

Se diciamo "il sole sorge ad est e tramonta ad ovest e per questo abbiamo il giorno e la notte", oppure diciamo "la terra ruota intorno al proprio asse e per questo abbiamo il giorno e la notte", facciamo due affermazioni, sono vere entrambe, nel senso che reggono ad una verifica sperimentale, ma contrastanti a tutti gli effetti. Esprimono realtà diverse? Considerando che l'una esclude l'altra, si può trarre la conclusione che esistano due diversi comportamenti del moto solare?

Evidentemente no! Si tratta, piuttosto, di due diversi enunciati che possono essere veri nella stessa realtà perché sono due modi diversi di descrivere lo stesso fenomeno; si rifanno a strutture di riferimento che descrivono diversamente il mondo: la prima descrive un moto apparente, ma non per questo meno reale della seconda per le forme terrestri.

Se invece, per motivare il giorno e la notte, usassi un sistema di descrizione messo in relazione con il non-verificabile, per esempio che una divinità gioca a bigliardo con gli astri e quando mette la biglia in buca genera la notte, otterrei certamente una giustificazione del fenomeno ma renderei impossibile qualsiasi condivisione che non fosse fideistica. La fede, in vero, è una forza potentissima.

 

IL FENOMENO SHIATSU

 

Venendo allo shiatsu, le percezioni di quanto avviene nella sua pratica e l'interrogarsi sul loro significato, trovano risposta nella descrizione basata su determinate misure di riferimento, almeno due: la fisicista e l'energeticista. Ma se insistessi chiedendo spiegazioni su quanto effettivamente succede indipendentemente da queste strutture, ho scarsissime possibilità di ottenere risposte. Mi risulta, però, che nessuno sia pienamente soddisfatto delle spiegazioni offerte dalle due strutture.

E' stupefacente l'incredibile varietà di visioni e versioni del mondo che si ha nelle discipline scientifiche, nelle realizzazioni di poeti, pittori e scrittori nell'arte. Le percezioni dei nostri sensi sono influenzate, oltre che dalle nostre capacità individuali, anche dalle circostanze, dai nostri interessi e dalle nostre esperienze. Come è possibile, quindi, dichiarare un'unica vera verità del reale? Se anche in ambito scientifico non esistono istruzioni per trasformare la biologia in psichiatria, o la fisica nucleare in geologia, possiamo senz'altro supporre che le descrizioni del mondo delle diverse discipline siano tanto lontane da impedirne la formulazione. A maggior ragione, quindi, la trasposizione troppo spesso banale ed acritica fra corpo fisico e corpo energetico.

Di conseguenza, esistono comprensioni diverse della realtà delle cose, modi d'intendere che non devono essere necessariamente ridotte ad un unico denominatore per l'approvazione della loro esistenza. Si chiama pluralismo intellettuale. Per la cronaca, il pluralismo culturale è suo stretto parente.

L'avversario tipico del pluralismo è il fisicalista, o materialista, il quale pretende un monopolio sostenendo che il suo sistema di descrizione della realtà è omnicomprensivo, ed in quanto preminente ogni altro deve essere ricondotto ad esso. Nle caso non sia possibile, i sistemi refrattari vengono definiti falsi, insensati o, al limite, fraudolenti. Storia vecchia ma che vale la pena di riprendere ogni tanto perché, se tutte le versioni della realtà rilevabile potessero essere ricondotte ad una e unica, questa sarebbe con ogni probabilità LA VERITA'! Ma, mentre al giorno d'oggi nessuno in ambito scientifico serio pensa pur lontanamente d'affermarlo, considerando piuttosto con grande dignità la scienza un sapere ipotetico-deduttivo falsificabile (tanto di cappello), l'informazione al pubblico sottintende invece il contrario. Si tratta solo di una pretesa, priva di qualsiasi evidenza scientifica ma piena di prosopopea scientista, cerchiamo di non dimenticarlo!

 

TITOLO O COMPETENZA?

 

Come ho affermato altrove, la nostra società rispetta il titolo e trascura la competenza ma, non a caso, è opinione diffusa che la nostra sia una società di merda!

Passando agli energicisti, anche qui troviamo l'affermazione dogmatica d'una lettura della realtà assimilabile a quella energetico-cinese, non con le diverse "vere verità" rivelateci dal sensei sempre più noiosi e scadenti. Niente di male per un'accettazione pluralista delle realtà possibili nello stesso modo, ma converrebbe almeno saper distinguere fra le utili e le inutili. Dopo questo sfogo dal sen sfuggito passo ai due stili principali (Namikoshi e Masunaga), molto diversi fra loro, dai quali sono derivate le altre forme. Usando una metafora musicale, si tratta di due esecuzioni drasticamente diverse, con rilevanze spesso in contraddizione, ma che si rifanno ad uno stesso spartito. La rappresentazione tecnica dello stesso soggetto, così diversa, potrebbe suggerire intenzioni e campi d'applicazione in alternativa, mentre così non è. Quello che cambia sono le strutture di riferimento su cui si basano per descrivere la medesima realtà (di pressione) e che le connotano talmente da farle ritenere due pratiche diverse. Se lo shiatsu è quello che viene intuito, e lo stile il come lo si esegue, può darsi che nessuno degli stili esistenti esprima veramente lo shiatsu e che si sia manifestato, negli anni, un allontanamento sempre più marcato fra il "che cosa sia" e il "come si faccia" e che quest'ultimo abbia, a lungo andare, fagocitato il primo.

Se quando faccio pressione sulla gamba e trovo un punto doloroso alla pressione, invece di soffermarmi e approfondire l'informazione percettiva del punto indipendentemente dal dolore, preferisco risposte collaudate e riferibili ai due sistemi di riferimento principali, materialistico ed energeticistico, che esitono per spiegarmi il significato, sto premiando la risposta scontata e nozionistica che, se fa fare bella figura in sede d'esame, non mostra affatto la capacità e la necessaria comprensione di trattamento richieste.

 

VERO O FALSO

 

Qualcuno potrebbe irritarsi, dicendo che il dolore alla pressione è un fatto, e che sono i fatti a costituire il mondo reale, la cosiddetta realtà oggettiva, che i fatti non s'inventano. che conoscere significa attenersi ai fatti ed alla loro sistematizzazione. Non sarà che questo modo di considerare i fenomeni nello shiatsu sia, tutto sommato, un articolo di fede che vincola letteralmente la sua pratica ad una credenza materialista o energeticista? E' ovvio che bisogna distinguere fra falsità e verità, giusto e sbagliato, tuttavia il mondo dello shiatsu richiederebbe, per la sua comprensione, d'ammettere che i fenomeni non sono solo quelli illustrati dai fisicismi o dagli energicismi. A sostegno di ciò, la tendenza sempre più diffusa a combinare la pratica manuale con psicoterapia, analisi del profondo, ricerca dei traumi incistati nel soma, e via dicendo con le varianti a marchio registrato, tentando di dare un significato al vissuto del punto doloroso alla pressione e di fornire un eventuale terzo sistema di riferimento. Considerando la pressione su due punti, mettiamo uno sulla schiena e uno sul braccio, il primo requisito dell'operatore, che acquista passando attraverso la pratica della pressione sul punto singolo, è di percepire i punti, distinguendo fra l'esperienza tattile e quella "energetica" (il termine non mi soddisfa più ma non ne ho ancora trovato uno migliore).

 

CONNESSIONI INSPIEGABILI

 

Se non ne è capace è probabile che quanto segue sia privo di significato: l'operatore stabilisce che i due punti sono in connessione, ma s'accorge che non esiste nessun riferimento anatomo-fisiologico conosciuto a spiegarne il motivo, oppure che nessuna mappa dei meridiani ne mostra il collegamento. Che fare? Negare l'evidenza ammettendo che le due strutture di riferimento esistenti (materialista/energeticista) raccontano sì diversamente la realtà, ma non quella della percezione? Saltare il fosso e passare allo sblocco emozionale? Questo modo di percepire è una fantasia, una palla mostruosa, una finzione delirante, un fraintendimento delle istruzioni per cui non si può far uso di esperienze e concettualizzazioni riconosciute? Riflettendo sulle differenze fra l'approccio fisicista e quello energeticista della realtà riferita allo shiatsu, il primo struttura la comprensione attraverso lo studio dell'anatomia e della fisiologia umana, descrivendo una certa tipologia di fatti che corrispondono ai riferimenti nel mondo d'un pensiero occidentale sempre più globale. Per contro, il secondo non dispone delle stesse evidenze: l'esistenza dei meridiani e del "chi" è documentata, come fatto innegabile, solo sui testi, solo sui testi ripeto, di antiche culture orientali o che traggono da essi. Contrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda medica agopuntoria & co., non è vero che l'esistenza dei meridiani sia dimostrata in termini accettati dalla comunità scientifica internazionale, se lo fosse sarebbero già usciti paginoni su Nature.

 

ESPRIMERE L'INESPRIMIBILE

 

Fondamentalmente il problema resta quello del confronto fra descrizioni e, tornando alla percezione del punto o del collegamento fra due manca, e non esisterà forse mai, un vocabolario di termini con i quali l'operatore possa descrivere quel che sente in termini esclusivamente percettivi, evitando sia la tentazione materialista che quella energeticista MTC. Potrebbe essere utile considerare il buddhismo Hinayana che ha dovuto, a suo tempo, affrontare e risolvere il problema riferito agli stati della mente nella meditazione buddhista. Che operatori diversi diano risposte completamente differenti le une dalle altre, ovvero delle versioni diverse di quanto percepito non dovrebbe, mi pare, necessariamente significare che abbiano percepito realtà diverse ma che descrivano diversamente la medesima. Il bicchiere è sia mezzo pieno che mezzo vuoto. Una mezza verità è anche una mezza bugia. Il sole ruota intorno alla terra o la terra ruota intorno al sole? La versione geocentrica attribuisce al moto degli stessi oggetti, luminari e pianeti, moti molto diversi da quella eliocentrica. Stando così le cose diventa assai ardua la traduzione fra le diverse versioni percettive degli operatori di shiatsu, che possiamo considerare personali.

 

SHIATSU: LA FORMA E LA SOSTANZA

 

Ammettiamo che si riescano ad identificare gli elementi essenziali d'un trattamento efficace e considerarli rilevanti per costruire un modello di trattamento non solo ripetibile, ma che dia gli stessi risultati. A ben riflettere, non viene messa alla prova l'efficacia dello shiatsu, ma l'ipotesi che quei risultati debbano accadere e quindi verificare se eseguendo le stesse azioni, o usando quel metodo, si ottiene il medesimo effetto. Pochi, a quanto pare, hanno resistito alla tentazione di firmare la costruzione di modelli del genere, variabili per numero di componenti e quindi di maggiore o minore complessità. L'esempio più complesso in termini esecutivi, forse il più significativo, è quello rappresentato dai kata, passando poi ad istruzioni più semplici come quelle di trattare due coppie di meridiani, oppure addome e schiena...i possibili esempi sono innumerevoli.

Se lo shiatsu o, per meglio dire, quello che si percepisce con le pressioni sia da parte dell'operatore che del ricevente, con differenze così ovvie che non vale la pena d'indicarle, corrisponde ad una "scoperta", ad un "trovare" qualcosa che non si sospettava esistesse, così non è per i kata che sono invece "costruzioni" nel mondo. Mentre lo shiatsu è un fenomeno percettivo che mette tutti d'accordo perché nessuno può dichiarare i copyright, i kata, le scuole, i curriculum formativi, l'attestato così necessario, gli insegnanti, il metodo, sono tutto sommato discutibili in quanto "fabbricati". Peccato che proprio la particolarità di intenzione percettiva che avviene durante la pressione profonda e rende lo shiatsu diverso da qualsiasi altra pratica manuale, gli dà efficacia e corrisponde alla gratificazione della manualità dell'operatore, sia pure in proporzione al suo grado di ricchezza (e non sto parlando di soldi o di potere), sia diventata teorica per la stragrande maggioranza degli operatori.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE VUOL DIRE EFFICACIA?

 

Lo shiatsu in Italia è arrivato intorno agli anni '70. Si è diffuso diversamente lungo la penisola, ma non è di questa differenza che intendo parlare se non per dire cosa è successo a nord, in particolare a Milano, la realtà che ho conosciuto: gente senza nessuna preparazione medica, senza nessuna pretesa o preconcetto di curare malattie, si è avvicinata allo shiatsu per curiosità. Fra le curiosità c'erano la tecnica, solo pressione, il trattamento su persone vestite a differenza del massaggio che le spoglia, il lavoro a terra anziché sul lettino, l'informazione che era per tutti purché avessero le mani, la provenienza dal lontano Giappone. I costi dei corsi erano minimi, ovvero "popolari". In quella notte dei tempi, succedeva che i partecipanti, settimana dopo settimana, cominciassero a trattare amici e parenti ottenendo risultati estremamente gratificanti. Mettevano subito in pratica, ed erano invitati a farlo, quello che imparavano con le mani. La teoria era inesistente. Trattavano anche, sempre in ambito famigliare, disturbi a carattere medico ottenendo risultati anche dove il trattamento sanitario aveva fallito. Volendo essere pignolo, non succedeva né sempre né a tutti, però piuttosto spesso. Faccio notare che i corsi erano, di solito, bimestrali con cadenza settimanale di due ore ciascuna, per un totale di ben sedici ore! Consideriamo il paradosso: com'era possibile che persone con una preparazione di shiatsu minima, senza nessun prerequisito nozionistico, usando mani inesperte, ottenessero risultati pari, se non migliori, a quelli dei professionisti della medicina? Risultati professionali per riflesso quindi, con un'immediata efficacia che superava qualsiasi aspettativa. Imbarazzante, certo, ma per chi?

Questo veteroamarcord solo per far presente che il "fenomeno shiatsu" appena descritto non è mai stato (chissà perché) approfondito, malgrado sia il motivo della sua incredibile diffusione. Purtroppo sono derivate almeno due conseguenze: i deliri di onnipotenza d'alcuni, che hanno solo sputtanato lo shiatsu rendendolo poco credibile, e l'ambiguità del termine "professionale". Senza allargarmi: se i risultati dello shiatsu fatto da dilettanti sprovveduti erano paragonabili a quelli di professionisti della sanità, questi dilettanti diventavano di conseguenza dei professionisti? Ovviamente no, ci vuol altro.

Potrebbe allora avere una sua utilità un dibattito fra le associazioni di scuole in cosa consista un trattamento professionale di shiatsu con il suo inevitabile corollario di formazione professionale (all'ultima asta il monte ore era battuto a milleduecento), motivando per quale efficacia di risultati giustifichino l'uso del termine. L'interessante confronto all'origine è stato vietato per legge e non siamo autorizzati ad ottenere risultati riconducibili a quelli della sanità professionale neanche per sbaglio...Siamo dentro nel tunnel-el-el-el-el...

UN FENOMENO NON REPLICABILE

 

Il problema della ripetizione degli effetti da parte dei colleghi è il chiodo fisso dei fautori del metodo sperimentale. Vale a dire che, per esempio, chiunque prenda delle sostanze e le combini secondo determinate istruzioni, deve ottenere lo stesso prodotto o risultato. E' molto più complesso di come lo sto esprimendo, ma questo è lo zoccolo duro, la cui consistenza è condivisa, pare, soprattutto da due categorie professionali: ingegneri e medici. Converrebbe ricordare, tuttavia, che fra replica e copia passa una grande differenza. Le repliche d'un trattamento di shiatsu possono differenziarsi radicalmente perché appartengono ad un sistema che funziona al singolare e non al plurale. Un brano musicale può essere riprodotto esattamente solo con una registrazione dalla quale trarre delle copie e ci si aspetta la massima fedeltà fra la registrazione iniziale e tutte le riproduzioni, ma in sala da concerto nessuno, ma proprio nessuno, pretenderebbe la fotocopia musicale delle repliche della stessa composizione. Se consideriamo il numero di quadri di Madonne al mondo ci rendiamo conto che lo stesso oggetto è sempre stato dipinto diversamente, persino quelle di Duccio da Boninsegna che, sul tema, ci ha dato dentro! Questo, però, è il mondo dell'arte. I manifesti di "arte dello shiatsu" hanno una loro ragion d'essere oppure li usiamo per rivestire i cassetti?


*Res nullius: termine legale a significare qualcosa che non appartiene a nessuno e di cui chiunque può, di conseguenza, appropriarsi.

 

 

Shiatsu in rete - via Salaris, 17/F - 09128 Cagliari - Tel. 070 43190

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